Occhi e postura – Stretti legami tra respiro, psiche e salute
Per nostra fortuna, il cuore pompa senza che ci dobbiamo “ricordare” di farlo battere ed altrettanto accade per il nostro sistema respiratorio che continua a fare il suo lavoro senza richiedere da parte nostra alcuno sforzo di “memoria”.
Ma il respiro è l’unica tra le funzioni vegetative, e quindi autonome, che può essere controllato dalla coscienza. Se è vero infatti, che non siamo in grado di cessare volontariamente del tutto di respirare, è altrettanto vero che possiamo, in qualsiasi momento, decidere di cambiare il nostro ritmo respiratorio.
E questa capacità è più importante di quanto sembri e fa si che la respirazione, o meglio il “modo” di respirare, possa diventare un valido alleato della nostra salute, come confermano recenti studi.
Per capire perché bisogna, però accennare brevemente a che cosa succede quando respiriamo.
Senza che si pensi minimamente a quanto si sta facendo, e persino nel sonno, o in stati di incoscienza, il diaframma si abbassa, la cassa toracica si espande, si solleva ed i polmoni incamerano l’aria.
Ciò avviene grazie all’esistenza di un centro nervoso, situato nella zona più antica del cervello, il midollo allungato, che comanda automaticamente la respirazione e tutti i gruppi muscolari ad essa collegati. Qui sono collegati gruppi di neuroni che danno l’input ai moto-neuroni, contenuti nella spina dorsale, che attivano il diaframma e i muscoli intercostali e addominali, la cui azione combinata provoca la respirazione. E’ così che il cervello sovrintende alla respirazione.
Ma a sua volta, la respirazione influenza la quantità e la “qualità” di sangue che arriva al cervello, dipendenti, a loro volta, dalla corretta miscelazione di anidride carbonica e ossigeno. Non solo. Tramite il sistema neuro-vegetativo vengono condizionati ritmo cardiaco e pressione arteriosa.




